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WD My Cloud Home Duo

Per realizzare un Cloud personale di grandi dimensioni e facile da usare

Fabio Esposito

Recensione

Nell’era del Cloud gestito da aziende come Google, Dropbox, Apple ecc... sembra strano parlare di un prodotto pensato per avere un Cloud personale eppure eccoci qua con la soluzione pensata da Western Digital, il My Cloud Home Duo.

Se è vero infatti che buona parte dei servizi di Cloud storaging concede alcuni gigabyte di spazio da utilizzare gratuitamente, è anche vero che qualsiasi extra è a pagamento ed ecco quindi che una soluzione personale come quella offerta da My Cloud Home Duo inizia ad avere molto senso. La scelta è quindi tra affidarsi ad un servizio esterno da pagare mensilmente oppure acquistare un prodotto una tantum.

Il WD My Cloud Home Duo si propone come soluzione di storage soprattutto per chi non ha alcuna esperienza in fatto di hard disk di rete. Altre soluzioni WD invece, come ad esempio il My Cloud Home Mirror e il My Cloud Expert Series sono dedicate a chi invece ha un po’ di esperienza in più in fatto di Network Attached Storage (NAS); rispettivamente per uso domestico e lavorativo.

wd my cloud home duo confezione

A livello estetico il My Cloud Home Duo riprende leggermente lo stile proposto recentemente da WD per altri suoi prodotti, con una forma squadrata e la divisione netta in due superfici, una liscia (bianca in questo caso) ed una texturizzata di colore grigio sulla parte bassa. Una striscia luminosa anch’essa bianca posta a metà tra le due superfici fa da LED di notifica e permette di capire quando il WD è acceso e cosa sta facendo.

Sul lato posteriore sono presenti invece due ingressi USB, la porta Ethernet e la presa di alimentazione; oltre a due tasti uno per il reset ed uno per l’accensione/spegnimento.

Esistono due versioni tra cui scegliere, WD My Cloud Home e WD My Cloud Home Duo, la cui differenza principale è la presenza di uno o due hard disk all’interno. Nel caso del sistema Duo, questi possono essere impostati per sfruttare l’intera capacità di entrambi i dischi arrivando quindi fino a 16 TB oppure, come impostato di default e a nostro avviso ha più senso, limitare ad 8 TB ma con configurazione RAID 1. Di fatto in questo modo tutto quello che viene caricato sul NAS viene copiato su entrambi i dischi e si massimizza la sicurezza dei dati salvati sul WD.

Il WD My Cloud Home Duo è disponibile in quattro taglie: 4, 8, 12, 16 TB. All’interno dell’abbondante confezione oltre al NAS viene fornito ovviamente l’alimentatore ed un cavo di rete non particolarmente lungo. Viene fornito anche un pratico opuscolo per l’installazione, per quanto riguarda il manuale invece è presente una versione dettagliata direttamente sul sito di WD.

wd my cloud home duo contenuto della confezione

Caratteristiche e funzionalità

Iniziamo a parlare delle diverse funzionalità e caratteristiche del WD My Cloud Home Duo. I dischi utilizzati sono dei WD versione “red”, preferiti per la loro rapidità rispetto ad altre versioni, in ogni caso possono essere sostituiti con altri modelli per taglia e tipologia purché realizzati sempre da Western Digital.

Il NAS può essere collegato esclusivamente tramite Ethernet e solo direttamente al router. Il WD My Cloud Home Duo è indipendente da PC a livello hardware, al suo interno infatti oltre ai drive contiene infatti RAM e processore, necessari per fornire i servizi che WD propone per questo prodotto.

Come accennato, sulla parte posteriore del WD sono disponibili due ingressi USB 3.0. Fa un po’ strano osservare però come questi siano accessibili solo attraverso l’interfaccia del WD, che non li mette in comunicazione con gli altri computer o oggetti connessi alla rete locale, rendendoli di fatto sfruttabili in modo meno immediato.

Questo NAS a livello di velocità non è certo tra i più entusiasmanti, i risultati ottenibili testando l’unità con Crystal Disk Mark infatti mostrano una buona velocità infatti per quanto riguarda il trasferimento di file voluminosi, prestazioni che però precipitano verso il basso se dovete spostare invece dei file piccoli e numerosi. Giusto per non creare false aspettative, i numeri di cui parliamo sono molto bassi a prescindere rispetto a quanto si è abituati a vedere anche solo con un hard disk collegato tramite USB 3.0 direttamente al PC come potrebbe essere il My Passport. Tuttavia, considerando il tipo di applicazione e che comunque l’accesso ai file avverrà più probabilmente dall’esterno che dall’interno della rete, allora possiamo considerare il WD quantomeno sufficiente in termini di performance.

wd my cloud home duo usb posteriori

Quello che è più interessante sono le applicazioni che è possibile attivare al suo interno per assolvere a compiti specifici quali ad esempio l’attivazione di alcune funzioni nel momento in cui si verificano determinate condizioni, tramite l’app IFFTT; il backup dei contenuti sui nostri social (Facebook e Google Photos) oppure lo streaming di contenuti attraverso la rete per la loro fruizione dove preferiamo, sia su dispositivi fissi, come una smart TV che mobili come ad esempio il nostro smartphone. Il fatto che questi servizi siano sviluppati da terze parti porta con sé alcuni vantaggi e svantaggi. Il vantaggio evidente è quello di avere qualcosa di più completo, non dovendo occuparsi direttamente WD del loro sviluppo, d’altronde però lo svantaggio è quello di una non sempre impeccabile stabilità.

Funzioni “classiche” come il backup del PC o del MAC sono facilmente realizzabili tramite i software Windows Backup e Apple Time Machine che riconoscono il WD My Cloud Home Duo tra i dispositivi su cui effettuare i backup pianificati.

Come per ogni servizio cloud degno di questo nome è possibile non solo trasferire i file da e verso il NAS ma anche sincronizzare il contenuto di alcune cartelle, avendo sempre la certezza che tutti i file siano presenti nella loro ultima versione. Una funzione simile è implementata (a metà) anche per quanto riguarda la sincronizzazione con l’account Dropbox, Google Drive, OneDrive e Box. A metà perché è possibile in effetti sincronizzare il contenuto dell’account Dropbox sul NAS (senza poter scegliere però cosa importare e cosa no) ma una volta creato un file sul NAS questo non viene poi caricato in automatico su Dropbox. Discorso analogo anche provando ad effettuare la stessa cosa su Google Drive.

wd my cloud home duo vista frontale

Utilizzo

Uno dei punti di forza del WD My Cloud Home Duo è sicuramente la facilità d’uso. La progettazione per essere una soluzione cloud alla portata di tutti, anche chi di NAS non ne ha mai nemmeno sentito parlare, è ben percepibile, sia per quanto riguarda l’installazione ed il primo setup, che per quello che riguarda l’utilizzo.

Basta collegarlo al router e registrare un account su My Cloud per iniziare a sfruttare l’enorme spazio a disposizione per l’archiviazione. Questo è sicuramente uno dei punti di forza del WD. Specie nelle taglie più grosse, come il modello con due dischi da 8 TB l’uno, la mancanza di spazio di archiviazione è veramente un problema del passato, anche in caso di uso molto pesante. Inoltre la sicurezza è garantita dalla configurazione RAID 1 dei dischi.

wd my cloud home duo vista laterale

Il NAS è visibile all’interno della rete locale solo dopo aver effettuato l’accesso tramite l’applicazione WD Discovery, scaricabile dopo aver registrato l’account su mycloud.com. Questo è un po’ limitante per chi invece ha esperienza nella configurazione di sistemi di questo tipo e si trova costretto a passare sempre e comunque tramite l’applicazione per avere il controllo del NAS. Ovviamente è possibile creare cartelle e gestire file direttamente dalla finestra di esplora risorse, una volta che il NAS è stato mappato in rete dopo l’attivazione dell’applicazione sul PC all’avvio; le possibilità di controllo però terminano lì. Anche l’installazione dei servizi di terze parti come PLEX passa attraverso l’interfaccia della web-app My Cloud di WD.

I servizi di terze parti come Plex permettono di godere dei contenuti multimediali presenti all’interno del WD a prescindere da dove ci si trovi, peraltro offrendo un sistema di streaming dalle prestazioni scalabili, in grado di rielaborare “al volo” il file video riprodotto per alleggerire il carico sul nostro traffico dati quando desideriamo per esempio vedere un video dallo smartphone mentre ci troviamo in viaggio.

I problemi principali del My Cloud Home Duo derivano principalmente da alcune scelte poco comprensibili in fatto di software. Molte derivano dal fatto di aver mantenuto un’interfaccia ed esperienza d’uso che ricalca al 90% quanto presente nei servizi di Cloud Storage online come appunto Dropbox o Google Drive. Un esempio? A differenza di un classico NAS, i cui file sono raggiungibili attraverso la rete a tutti i dispositivi connessi, in questo caso, passando dall’applicazione e la relativa gestione degli utenti, non è possibile fare altrettanto. Attraverso l’interfaccia di gestione utenti è possibile creare diversi profili con diritti di accesso al drive, ognuno però ne può fare un uso esclusivo, non esiste un’area “comune” in cui tutti possono riporre contenuti condivisi, salvo non crearla appositamente ed invitando tutti i partecipanti che si desidera ad accedere alla cartella. Operazione che poi va ripetuta ogni qualvolta si presenta una nuova persona che desidera accedere. Una volta creato il link di condivisione, per poter impedire l’accesso ad un singolo utente va eliminato il collegamento, creato nuovamente uno nuovo e condiviso con gli altri partecipanti. La procedura è davvero eccessivamente scomoda se l’obiettivo è quello di avere un drive su cui condividere file tra più utenti.

wd my cloud home duo schermate interfaccia web

Anche il fatto che tutto passi da web, persino quando si è in rete locale visto che è l’applicazione deve effettuare l’autenticazione prima di potersi avviare e fare accedere al WD in rete, presuppone che questa sia stabile e sempre presente; cosa non del tutto scontata.

L’aspetto positivo di questa scelta a livello di modalità d’uso è che se non altro l’interfaccia è praticamente la stessa a prescindere che si acceda dall’interno o dall’esterno della rete, da Desktop o da Mobile. Tutto viene svolto nella stessa modalità. Restano inoltre alcuni piccoli limiti per quello che riguarda il backup dai dispositivi mobili: non è ad esempio possibile copiare altro che non siano file multimediali; per quanto riguarda altre tipologie di file infatti non è così facile. Non ci sono problemi invece per quanto riguarda la visualizzazione dei file contenuti all’interno del My Cloud Home Duo.

Verdetto

Il WD My Cloud Home Duo è una buona soluzione per realizzare un cloud personale su cui poter salvare un’enorme quantità di dati, file, foto, video, in tutta sicurezza e recuperandoli facilmente anche in mobilità grazie all’interfaccia web di semplice utilizzo e l’app per dispositivi mobili che ne riproduce il funzionamento.

Questa facilità nella gestione da mobile lo rende un po’ meno versatile e classico nell’utilizzo, anche di alcune funzionalità che penseremmo essere scontate in un NAS. Si tratta quindi di un compromesso tra semplicità e versatilità. Per chi accede spesso come un unico utente i limiti sono pochi e non vi sono particolari controindicazioni. Se invece l’idea è quella di creare un drive condiviso all’interno di una famiglia o di un piccolo ufficio non è il dispositivo adatto. Il prezzo è scalabile sulla dimensione da circa 360 euro per la versione da 4 TB ai quasi 750 euro per quella da 16 TB.

PRO:

  • Facilissimo da configurare ed usare
  • Modalità di utilizzo simili da desktop e mobile
  • Design piacevole
  • Alcune funzionalità interessanti
  • Dimensione e prezzo ben scalabili secondo le necessità, anche in seguito all’acquisto

CONTRO:

  • Poco versatile, specie per condividere file con più utenti
  • Stabilità migliorabile di alcuni servizi di terze parti
  • Abbastanza lento

Alternative

Di NAS ne esistono molti, spesso con funzionalità che li rendono più adatti ad un utilizzo piuttosto che un altro. Rimanendo in casa Western Digital esistono alcuni prodotti che permettono di avere un dispositivo più versatile al costo di una lievemente maggiore difficoltà nella configurazione.

Un esempio è il My Cloud Mirror, anche questo può essere sia in versione disco singolo (versione non Mirror) che doppio disco in RAID 1, è facile da utilizzare per chi ha un minimo di dimestichezza con PC e Mac ed è abbastanza rapido sia in lettura che scrittura e permette una gestione degli utenti più adatta agli ambienti in cui la condivisione di documenti e file è frequente. Il prezzo parte da circa 290 euro per la taglia più piccola da 4 TB per arrivare fino a oltre 770 euro per la versione da 16 TB.

Fintanto che il numero di utenti che accedono contemporaneamente rimane limitato a 4 o 5 il My Cloud Mirror è più che sufficiente per fornire contenuti in streaming e lavorare su file da remoto. Se le richieste diventano maggiori però è opportuno passare a soluzioni rivolte al settore professionale come l’EX4100, che comunque, nella versione da 8 TB ha un costo paragonabile a quello del My Cloud Home Duo da 16 TB, ovvero circa 700 euro.

Specifiche

Riportiamo qui di seguito alcune delle specifiche principali del Western Digital My Cloud Home Duo, per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del produttore:

  • Dimensioni: 102 x 160 x 179 mm
  • Numero di hard disk: 1 versione Home, 2 versione Home Duo
  • Configurazione hard disk: JBOD o RAID 1
  • Numero porte USB: 1 per versione Home, 2 versione Home Duo
  • Applicazioni compatibili: IFFTT, Plex, My Cloud Alexa skill, Importazione contenuti da cloud e social
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